CONCORSO CASE POPOLARI ECOLOGICHE ATER DI PADOVA

di Stefano Melato ingegnere

Porta la firma di due progettisti trevigiani il progetto vincitore del  concorso nazionale indetto dall’ ATER di Padova per la casa collettiva ecologica che ha assegnato lo scorso 11 ottobre il primo premio ad un gruppo di quattro giovani progettisti tra cui i trevigiani Stefano Melato e Andrea Malacchini, unitamente agli architetti Davide Raffin e Giulia Iseppi Perosa di Pordenone.
Il progetto vincitore coniuga alla ricerca architettonica e funzionale, improntate ad un alto grado di flessibilità, un interessante ed innovativo impiego di tecnologie e sistemi costruttivi volti al contenimento energetico e ad un corretto e razionale utilizzo delle risorse. Esposizione eliotermica, sistemi di raffrescamento passivo, “stack ventilation” e serre bioclimatiche nonché soluzioni impiantistiche volte all’utilizzo di energie rinnovabili quali l’utilizzo delle risorse geotermiche e la previsione di pannelli fotovoltaici, sono gli elementi che hanno concorso a rendere l’abitazione in grado non soltanto di contenere le dispersioni energetiche ma anche di diventare essa stessa produttrice di energia.
Dalla relazione di progetto:-“Ciò che accomuna le esperienze passate delle Plattensiedlung dell’Est europeo e i “mostri” della grande periferia italiana,oltre alle condizioni di invivibilità ed insalubrità degli spazi dell’abitare, è una componente estetica dal notevole effetto psicologico, che riguarda l’assoluta serialità di alloggi uguali, anonimi, accatastati e sovrapposti. La modularità non può essere affrontata in tal direzione ma, al contrario, attraverso la ricerca di variazioni sul modulo base. Lo sforzo progettuale consiste principalmente nella ricerca dell’equilibrio tra il corpo chiuso e massivo dettato dall’ideale rapporto di forma dei principi dell’architettura sostenibile e l’edificio più articolato ed organico derivante dalla cultura dell’ abitare dove la diversità di aperture e affacci assume una  valenza di ricchezza estetica e psicologica nell’individuo.”
Dopo molteplici esperienze di bioedilizia applicate alla casa unifamiliare e ad edifici di rappresentanza, la sperimentazione architettonica, grazie  al concorso di idee indetto dall’Ater di Padova, si allarga finalmente ad un bacino più ampio: quello dell’edilizia economica popolare, evidenziando una nuova e più profonda sensibilità nei confronti dell’ecologia e dell’ambiente.
Le motivazioni all’assegnazione del primo premio evidenziano l’importanza strategica di una corretta soluzione impiantistica a servizio della funzione abitativa, che si è certamente rivelata conveniente sotto il profilo di salvaguardia dell’ambiente ma anche in termini di costi/benefici, com’è emerso da un’attenta analisi svolta in sede progettuale e suffragata dalle esperienze derivanti da monitoraggi di impianti già realizzati e funzionanti.

ESITO UFFICIALE DEL CONCORSO
Con la presente si comunica che con delibera n. 1208/329  del  20 Giugno 2008  il Consiglio di Amministrazione ha approvato definitivamente  la graduatoria  relativa al Concorso di idee per la realizzazione di tre edifici sperimentali ad uso residenziale a diversa prestazione energetica.
I vincitori del concorso sono:
1° posto)  Raggruppamento temporaneo tra l’Arch. Davide RAFFIN, designato quale Capogruppo, (con domicilio a PORDENONE, via Monte Pelmo, n° 20), l’Arch. Andrea MALACCHINI (con domicilio a TREVISO, via Piave, n° 4), l’Ing. Stefano MELATO (con domicilio a TREVISO, via Ghirada, n° 3M) e l’Arch. Giulia ISEPPI PEROSA (con domicilio a PORDENONE, via Revedole, n° 3B) con punti 39,67.  Si aggiudica il premio di € 20.000,00
La soluzione architettonica è più che buona; particolare è la scelta di inserire come elemento di filtro le serre bioclimatiche sul fabbricato n° 3, corretta è, poi, l’individuazione di soluzioni progettuali con diverso utilizzo di materiali.
La flessibilità architettonica è stata trattata in modo molto approfondito e con studi di dettaglio.
L’introduzione del particolare sistema di raffrescamento passivo sull’edificio n° 3 rende pregevole la soluzione adottata. Risultano ottimamente impostate le tecnologie impiantistiche finalizzate al risparmio energetico ed al corretto e razionale utilizzo delle risorse.
Sono trattati in modo esauriente i criteri per il monitoraggio e le modalità di rendicontazione degli indicatori.
Sono buoni la valutazione sommaria dei costi di intervento e l’individuazione del corretto rapporto tra costi e benefici.

 
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